Quali esami deve effettuare l'uomo per valutare la sua fertilità?

09 / 04 / 2026

Iniziare un percorso di riproduzione assistita spesso genera dubbi e incertezze nella coppia. Per molto tempo, lo studio principale si è concentrato quasi esclusivamente sulla donna. Tuttavia, oggi sappiamo che la valutazione maschile è una parte fondamentale per identificare la causa dell'infertilità e decidere il trattamento più adeguato per ottenere una gravidanza.

Esame fisico: il primo passo diagnostico

Prima di eseguire qualsiasi analisi di laboratorio, è essenziale una valutazione clinica globale. L'obiettivo è quello di escludere possibili alterazioni anatomiche o funzionali dell'apparato riproduttivo.

Durante questa prima visita, lo specialista effettua una valutazione generale dell'apparato riproduttivo maschile e delle caratteristiche testicolari, avvalendosi in alcuni casi di un'ecografia. Questo esame iniziale consente di orientare adeguatamente il resto dello studio sulla fertilità.

Seminogramma

Il seminogramma è il test fondamentale per valutare la fertilità maschile. Per eseguirlo, viene raccomandato un periodo di astinenza sessuale compreso tra 3 e 5 giorni.

Il laboratorio analizza il campione da due punti di vista:

  • Studio macroscopico: si valutano il volume, il colore, il pH e il tempo necessario affinché lo sperma diventi liquido.
  • Studio microscopico: si analizza la concentrazione degli spermatozoi e la loro mobilità, morfologia e vitalità (se sono vivi, anche se non si muovono).

È importante tenere presente che un risultato alterato nel seminogramma non costituisce una diagnosi definitiva. La produzione spermatica è un processo dinamico, quindi di solito si raccomanda di ripetere il test per confermare se l'alterazione è occasionale o persistente.

Analisi ormonale e cariotipo

Quando lo spermiogramma mostra alterazioni, lo studio viene completato con un'analisi del sangue per approfondire la sua possibile origine:

  • Studio ormonale: vengono analizzati gli ormoni che regolano la produzione di spermatozoi come FSH, LH, testosterone e inibina B.
  • Cariotipo: consente di studiare i cromosomi ed escludere alterazioni numeriche o strutturali che potrebbero essere correlate all'infertilità o a possibili difetti nello sviluppo embrionale.

Esami complementari

A seconda di eventi precedenti, dei sintomi o dei risultati precedenti, l'andrologo può ampliare lo studio con esami aggiuntivi, come l'analisi della frammentazione del DNA spermatico, studi cromosomici più specifici o esami per individuare possibili infezioni.

Valutare adeguatamente la fertilità maschile consente di comprendere meglio ogni situazione e di prendere decisioni basate su informazioni mediche rigorose. Uno studio ben orientato aiuta a identificare le possibili cause ed a definire il percorso più adatto per ogni coppia.

Alla Barcelona IVF affrontiamo lo studio della fertilità maschile in modo personalizzato, integrandolo in una visione globale del processo riproduttivo e accompagnando ogni coppia in ogni fase del percorso.

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