Come permettersi l’infertilità in tempi di crisi?

L'infertilità non è economica, è vero. E lo è ancora meno se si tiene in conto la sua efficacia. Pagare migliaia di euro, sterline o dollari per ottenere un tasso di successo del 60% nel migliore dei casi (come lanciare una monetina) non è il migliore investimento che si possa fare. Purtroppo ci sono molti fattori ancora non noti, per cui diventa quasi impossibile per le cliniche poter garantire una gravidanza. Ci stiamo lavorando duramente, portando gli embrioni a blastocisti, selezionando quelli geneticamente normali con la diagnosi genetica preimpianto, sviluppando procedure basate sul metabolismo o sul ritmo di divisione delle cellule, il tutto con lo scopo di selezionare il migliore embrione, quello che verrà impiantato. Tuttavia, ciò richiederà un certo tempo, probabilmente troppo per la maggior parte delle coppie che sono attualmente alla ricerca di una gravidanza, e di sicuro renderà i trattamenti ancora più costosi.
Per cui, cosa possono fare le cliniche per aiutare i pazienti a sopportare l'onere finanziario dei trattamenti d'infertilità? A BarcelonaIVF abbiamo sviluppato due prodotti che potrebbero essere di aiuto:

  • Il programma di “donatrice-condivisa”. In generale le cliniche destinano tutti gli ovociti ottenuti da una donatrice ad una sola coppia, ma, è strettamente necessario? Dipende se la coppia vuole avere embrioni congelati o se è contenta del fatto di avere un buon trasferimento con embrioni freschi. Nel programma di “donatrice-condivisa” due o tre coppie condividono gli ovociti prodotti da una donatrice, questo comporta che le coppie condividano anche i costi del ciclo rendendo il trattamento molto più accessibile dato che si può avere una ovodonazione per poco più di 3.000 €. In condizioni normali di fecondazione il trattamento consente di avere due buoni embrioni da trasferire il giorno del trasferimento embrionale con un tasso di successo superiore al 50%. Alcune cliniche offrono la donazione di embrioni a prezzi similari, ma in generale questi embrioni sono stati donati da altre coppie, il che significa che sono stati congelati. E anche se i tassi di successo dei cicli con embrioni congelati vengono continuamente migliorati, essi sono ancora lontani da quelli che possono essere ottenuti con embrioni freschi. Inoltre, la donazione di embrioni implica che il partner maschile debba rinunciare ad utilizzare il suo sperma mentre nel programma di donatrice-condivisa esso può essere usato, a condizione che sia normale.

 

  • Il programma di “rischio-condiviso”. Una delle lamentele più comuni delle coppie che ci vengono a visitare è la quantità di denaro che hanno già pagato per i loro precedenti trattamenti. Questo indebolisce le loro possibilità di andare avanti con trattamenti, come la donazione di ovociti, che spesso potrebbero offrire loro maggiori possibilità di successo rispetto ai precedenti trattamenti con i loro propri ovociti. Allora, perché non conoscere in anticipo l'importo totale di denaro da pagare per i trattamenti? E non sarebbe buono poter essere rimborsati di parte dei soldi che avete pagato se i trattamenti non dovessero riuscire? Questo è ciò che il programma di rischio-compartido permette di fare. Da un lato, consente ai pazienti di stabilire un importo fisso di denaro da spendere per i trattamenti, l'equivalente a tre di essi, e, dall'altro, di ricevere il 75% di questi soldi indietro, se non riuscissimo ad ottenere una gravidanza in corso. Un altro vantaggio è che, se la coppia dovesse sottoporsi a criotransfers, questi non dovranno essere pagati dato che sono inclusi nel costo del contratto, con un risparmio di circa 2.000 € per ciascuno di essi. L'unico inconveniente di questa formula è che le coppie devono pagare i tre trattamenti in anticipo e se dovessero avere successo nel primo o secondo tentativo, il costo equivarrebbe comunque all’importo già pagato corrispondente ai tre trattamenti. Ma quanto potrebbe valere un bambino? È davvero deludente quando si incontrano coppie che dopo tre, quattro o cinque trattamenti sono a corto di fondi e non possono continuare a sottoporsi a trattamenti che sono la vera soluzione ai loro problemi. Se avessero potuto usufruire del programma di “rischio-compartido” almeno avrebbero avuto parte dei soldi indietro, ed essere così in grado di decidere se continuare con i trattamenti o considerare altre opzioni, come l'adozione.

Spero siate d’accordo con noi sulla validità di questi programmi. Vi preghiamo di non esitare a contattarci se voleste maggiori informazioni a riguardo e, come sempre, fateci sapere quali sono le vostre opinioni ed i vostri commenti.
 

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